Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/199

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


DEDICHE, NOTIZIE, ANNOTAZIONI

  • 9 3

Canzone Quarta [Nelle nozze della sorella Paolina] I, 1. Poi che del patrio nido i silenzi lasciando, te ne la polve de la vita e ’l suono tragge il destin. Questa e simili figure grammaticali, appartenenti all’uso de’ nostri gerondi, sono cosi famigliari e cosi proprie di tutti gli scrit¬ tori italiani de’ buoni secoli, che volendole rimuovere, non passe¬ rebbe quasi foglio di scrittura antica dove non s’avesse a metter le mani. Puoi vedere 11 Torto e 7 Diritto del Non si può nel capitolo quinto, dove si dichiara in parte questa proprietà del nostro idioma: dico in parte, e poveramente, a paragone ch’ella si poteva illustrare con infinita quantità e diversità d’esempi. E anche oggidì, non che tollerata, va custodita e favorita, conside¬ rando ch’ella spetta a quel genere di locuzioni e di modi, quanto più difformi dalla ragione, tanto meglio conformi e corrispondenti alla natura, de’ quali abbonda il più sincero, gentile e squisito parlare italiano e greco. E siccome la natura non è manco uni¬ versale che la ragione, cosi non dobbiamo pensare che questa e altre tali facoltà della nostra lingua producano oscurità, salvo che s’adoprino con avvertenza e naturalezza. Piuttosto è da temere che se abbracceremo con troppa affezione l’esattezza matematica, e se la studieremo, e ci sforzeremo di promuoverla sopra tutte le altre qualità del favellare, non riduciamo la lingua italiana in pelle e ossa, com’è ridotta la francese, e non sovvertiamo e distrugghiamo affatto la sua proprietà: essendo che la proprietà di qualsivoglia lingua non tanto consista nelle nude parole e nelle frasi minute, quanto nelle facoltà e forme speciali d’essa lingua, e nella composizione della dicitura. Laonde possiamo scrivere barbaramente quando anche evitiamo qualunque menoma sillaba che non si possa accreditare con dieci o quindici testi classici (quello che oggi s’ha in conto di purità nello scrivere italiano); e per lo contrario possiamo avere o meritare opinione di scrittori castissimi, accettando o formando parole e frasi utili o ne- (1) [Nell’ediz. Nobili: «voci».] G. Leopardi, Opere -1. 13