Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206

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200 APPENDICE in questo luogo, mostra che « ferratus » nel sentimento di « fer- reus » non gli sa né vizioso né strano. Queste tali non sono me¬ tafore, cioè traslazioni, ma catacresi, o vogliamo dire, come in latino, abusioni: la qual figura differisce sostanzialmente dalla me¬ tafora, in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, con¬ naturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d’uno, raddoppiando o moltiplicando l’idea rap¬ presentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell’antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell’è, s’incorpora seco lui. Come interviene appunto nel caso nostro, che la voce « ferrato » importa onnina¬ mente « ferreo », e chi dice « ferreo », dice altrettanto né più né meno. Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece Vir¬ gilio, quantunque la voce « lampade » venga a dimostrare il « sole », non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresen¬ tando quello come una figura di questo. E veramente le meta¬ fore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate. Occorrendo poi (secondo che fece fra Bartolomeo da San Con- cordio) che si chiamino ferrate le menti degli uomini, allora il vocabolo «ferrate» sarà metaforico; in guisa nondimeno che la metafora non consisterà nello scambio della voce « ferree » colla voce «ferrate», il quale sarà fatto per semplice catacresi, ma nell’accompagnamento di tale aggettivo con tale sostantivo; perché in effetto le menti degli uomini, credo bene che sieno quali di fumo, quali di vento, quali di rapa, quali d’altre materie, ma per quello ch’io sappia, non sono « di ferro ». Il che né più né meno sarà il senso letterale della metafora; cioè che quelle menti sieno « di ferro », non già che sieno « munite di ferro ». E qui pecca il Vocabolario, che senza più, mette l’esempio di Fra Bartolomeo tra gli usi metaforici di « ferrato » fatto da « ferrare » cioè « munire di ferro », quando bisognava specificare appartatamente che « ferrato » s’usa talora in cambio di « ferreo », non solamente nel proprio, ma eziandio nell’improprio, e quivi allegare il suddetto esempio. Al quale aggiungerò quello d’uno scrittore meno antico d’età e molto più ragguardevole d’ingegno e di letteratura che non fu quel