Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/35

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MINORE 29

a cui templi chiedeste, e frodolenta
legge al mortale insulta.
25 Dunque tanto i celesti odii commove
la terrena pietà? dunque degli empi
siedi, Giove, a tutela? e quando esulta
per l’aere il nembo, e quando
il tuon rapido spingi,
30 ne’giusti e pii la sacra fiamma stringi?
Preme il destino invitto e la ferrata
necessità gl’infermi
schiavi di morte : e se a cessar non vale
gli oltraggi lor, de’ necessarii danni
35 si consola il plebeo. Men duro è il male
che riparo non ha? dolor non sente
chi di speranza è nudo?
Guerra mortale, eterna, o fato indegno,
teco il prode guerreggia,
40 di cedere inesperto; e la tiranna
tua destra, allor che vincitrice il grava,
indomito scrollando si pompeggia,
quando nell’alto lato
l’amaro ferro intride,
45 e maligno alle nere ombre sorride.
Spiace agli Dei chi violento irrompe
nel Tartaro. Non fora
tanto valor ne’ molli eterni petti.
Forse i travagli nostri, e forse il cielo
50 i casi acerbi e gl’infelici affetti
giocondo agli ozi suoi spettacol pose?
Non fra sciagure e colpe,
ma libera ne’ boschi e pura etade
natura a noi prescrisse,
55 reina un tempo e Diva. Or poi ch’a terra
sparse i regni beati empio costume,