Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/48

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CANTI dispensator de’ casi. E tu cui lungo amore indarno, e lunga fede, e vano d’implacato desio furor mi strinse, vivi felice, se felice in terra visse nato mortai. Me non asperse del soave licor del doglio avaro Giove, poi che perir gl’inganni e il sogno della mia fanciullezza. Ogni più lieto giorno di nostra età primo s’invola. Sottentra il morbo, e la vecchiezza, e l’ombra della gelida morte. Ecco di tante sperate palme e dilettosi errori, il Tartaro m’avanza; e il prode ingegno han la tenaria Diva, e l’atra notte, e la silente riva.