Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/80

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CANTI Piansi spogliata, esanime fatta per me la vita ; la terra inaridita, chiusa in eterno gel ; deserto il di; la tacita notte più sola e bruna ; spenta per me la luna, spente le stelle in ciel. Pur di quel pianto origine era l’antico affetto: nell’intimo del petto ancor viveva il cor. Chiedea l’usate immagini la stanca fantasia ; e la tristezza mia era dolore ancor. Fra poco in me quell’ultimo dolore anco fu spento, e di più far lamento valor non mi restò. Giacqui : insensato, attonito, non dimandai conforto: quasi perduto e morto, il cor s’abbandonò. Qual fui ! quanto dissimile da quel che tanto ardore, che si beato errore nutrii nell’alma un di! La rondinella vigile, alle finestre intorno cantando al novo giorno, il cor non mi feri: XX. IL