Pagina:Leopardi, Giacomo – Operette morali, 1928 – BEIC 1857808.djvu/42

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36 operette morali


come dire, moccoli da lanterna piantati lassú nell’alto a uso di far lume alle signorie loro, che la notte avevano gran faccende.

Gnomo. Sicché, in tempo di state, quando vedevano cadere di quelle fiammoline che certe notti vengono giú per l’aria, avranno detto che qualche spirito andava smoccolando le stelle per servizio degli uomini.

Folletto. Ma ora che ei sono tutti spariti, la terra non sente che le manchi nulla, e i fiumi non sono stanchi di correre, e il mare ancorché non abbia piú da servire alla navigazione e al traffico, non si vede che si rasciughi.

Gnomo. E le stelle e i pianeti non mancano di nascere e di tramontare, e non hanno preso le gramaglie.

Folletto. E il sole non s’ha intonacato il viso di ruggine; come fece, secondo Virgilio, per la morte di Cesare: della quale io credo ch’ei si pigliasse tanto affanno quanto ne pigliò la statua di Pompeo.