Pagina:Leopardi, Giacomo – Operette morali, 1928 – BEIC 1857808.djvu/50

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44 operette morali


possano proporre alle cure e alle azioni loro. Onde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di questo fine tutti i sussidi che erano in mio potere.

Anima. Dimmi: degli animali bruti, che tu menzionavi, è per avventura alcuno fornito di minore vitalitá e sentimento che gli uomini?

Natura. Cominciando da quelli che tengono della pianta, tutti sono in cotesto, gli uni piú, gli altri meno, inferiori all’uomo; il quale ha maggior copia di vita, e maggior sentimento, che niun altro animale; per essere di tutti i viventi il piú perfetto.

Anima. Dunque alluogami, se tu m’ami, nel piú imperfetto: o se questo non puoi, spogliata delle funeste doti che mi nobilitano, fammi conforme al piú stupido e insensato spirito umano che tu producessi in alcun tempo.

Natura. Di cotesta ultima cosa io ti posso compiacere; e sono per farlo; poiché tu rifiuti l’immortalitá, verso la quale io t’avea indirizzata.

Anima. E in cambio dell’immortalitá, pregoti di accelerarmi la morte il piú che si possa.

Natura. Di cotesto conferirò col destino.