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104 moralisti greci

se tu te ne sarai astenuto, e le lodi che ne riceverai da te stesso. E se egli ti parrá tempo opportuno da venire a quel cotal fatto, poni cura di non lasciarti vincere da quella piacevolezza e a quelle lusinghe e da quel dolce della cosa, e metti a rincontro quanto ei ti saprá meglio se tu sarai consapevole a te medesimo di aver vinto tu questa cosí fatta vittoria.

[XXXV]

Quando farai cosa che tu abbi considerato e giudicato di dover fare, non volerti nascondere che gli altri non ti veggano a farla, se bene il piú delle persone fossero per interpretare il fatto sinistramente. Perciocché o tu fai male, ed egli si vuole anzi fuggire il fatto medesimo; o fai bene, e che timore hai tu di quelli che ti riprenderanno a torto?

[XXXVI]

Siccome il dire: ‘o egli è dí’ ovvero ‘è notte’, quanto al senso disgiuntivo, afferma e ha gran forza, ma pigliato congiuntamente, tutto al contrario; per simile il prendersi la maggior porzione della vivanda, quando al proprio corpo, sta bene ed è molto acconcio, ma quanto a quella comunione che vuolsi osservare nei conviti, sconviene e non è a proposito. Per tanto quando tu sarai a mangiare con qualche altro, ricordati di non guardare solo a quella convenienza che hanno le vivande coll’utilitá e col piacere del tuo corpo, ma eziandio a quella che debbe osservarsi rispetto al convitatore.

[XXXVII]

Se tu prenderai a fare una persona da piú che non comportano le tue forze, primieramente tu riuscirai con poco onore in questa figura, poi tu avrai lasciato indietro quella che avresti potuto sostenere compiutamente.