Pagina:Leopardi, Giacomo – Pensieri, Moralisti greci, 1932 – BEIC 1858513.djvu/33

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

pensieri - xxxix 27

benché i piaceri in sé sieno i medesimi. Però, sentendosene privi, si dolgono, e biasimano il tempo presente come malo; non discernendo che quella mutazione da sé e non dal tempo procede. E, per contrario, recandosi a memoria i passati piaceri, si arrecano ancora il tempo nel quale avuti gli hanno; e però lo laudano come buono; perché pare che seco porti un odore di quello che in esso sentiano quando era presente. Perché in effetto gli animi nostri hanno in odio tutte le cose che state sono compagne de’ nostri dispiaceri, ed amano quelle che state sono compagne de’ piaceri.»

Cosí il Castiglione, esponendo con parole non meno belle che ridondanti, come sogliono i prosatori italiani, un pensiero verissimo. A confermazione del quale si può considerare che i vecchi pospongono il presente al passato, non solo nelle cose che dipendono dall’uomo, ma ancora in quelle che non dipendono, accusandole similmente di essere peggiorate, non tanto, com’è il vero, in essi e verso di essi, ma generalmente in sé medesime. Io credo che ognuno si ricordi aver udito da’ suoi vecchi piú volte, come mi ricordo io da’ miei, che le annate sono divenute piú fredde che non erano, e gl’inverni piú lunghi; e che, al tempo loro, giá verso il dì di Pasqua si solevano lasciare i panni dell’inverno, e pigliare quelli della state; la qual mutazione oggi, secondo essi, appena nel mese di maggio, e talvolta di giugno, si può patire. E non ha molti anni, che fu cercata seriamente da alcuni fisici la causa di tale supposto raffreddamento delle stagioni, ed allegato da chi il diboscamento delle montagne, e da chi non so che altre cose, per ispiegare un fatto che non ha luogo: poiché anzi al contrario è cosa, a cagione d’esempio, notata da qualcuno per diversi passi d’autori antichi, che l’Italia ai tempi romani dovette essere piú fredda che non è ora. Cosa credibilissima anche perché da altra parte è manifesto per isperienza, e per ragioni naturali, che la civiltá degli uomini venendo innanzi, rende l’aria, ne’ paesi abitati da essi, di giorno in giorno piú mite: il quale effetto è stato ed è palese singolarmente in America, dove, per cosí dire, a memoria nostra, una civiltá matura è