Pagina:Leopardi - Canti, Piatti, Firenze 1831.djvu/135

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canto xviii. 129


     Siete pur voi quell’unica
90Luce der giorni miei?
Gli affetti ch’io perdei
Ne la novella età?
     Se al ciel, s’ai verdi margini,
Ovunque il guardo mira,
95Tutto un dolor mi spira,
Tutto un piacer mi dà.

     Meco ritorna a vivere
La piaggia, il bosco, il monte;
Parla al mio core il fonte,
100Meco favella il mar.
     Chi mi ridona il piangere
Dopo cotanto obblio?
E come al guardo mio
Cangiato il mondo appar?

     105Forse la speme, o povero
Mio cor, ti volse un riso?
Ahi de la speme il viso
Io non vedrò mai più.
     Proprii mi diede i palpiti,
110Natura, e i dolci inganni:
Sospiro in me gli affanni
L’ingenita virtù;