Pagina:Leopardi - Canti, Piatti, Firenze 1831.djvu/89

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canto ix. 83


40Qual ne la prima età (mentre di colpa
Viviamo ignari), onde inesperto e scemo
Di giovanezza, e sconsolato, al fuso
De l’indomita Parca si devolva
Mio ferrugineo dì? Malcaute voci
45Spande il tuo labbro: i destinati eventi
Move arcano consiglio. Arcano è tutto,
Fuor che il nostro dolor. Negletta prole
Nascemmo al pianto, e la cagione in grembo
De’ celesti si posa. Oh cure, oh speme
50De’ più verd’anni! A le sembianze il Padre,
A le amene sembianze eterno regno
Diè ne le genti, e per virili imprese,
Per dotta lira o canto,
Virtù non lùce in disadorno ammanto.

     55Morremo. Il velo indegno a terra sparto,
Rufuggirà l’ignudo animo a Dite,
E ’l tristo fallo emenderà del cieco
Dispensator de’ casi. E tu cui lungo
Amore indarno, e lunga fede, e vano
60D’implacato desio furor mi strinse,
Vivi felice, se felice in terra
Visse nato mortal. Me non asperse
Del soave licor l’avara ampolla