Pagina:Leopardi - Canzoni, Nobili, Bologna 1824.djvu/172

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Redi1 le ferrate porte del palazzo d’Amore: se non che dicendo il poeta che su queste porte ci stavano le guardie, mostra che dobbiamo intendere delle soglie; e però quell’aggiunto mi riesce molto male appropriato, che che si voglia significare in quanto a se. Dato finalmente che gli arpioni, vale a dire i gangheri, delle porte e delle finestre, come anche le bandelle, cioè quelle spranghe che si conficcano nelle imposte, e per l’anello che hanno all’una delle estremità, s’impernano negli arpioni, sieno fatte, e non foderate o fasciate, di ferro effettivo; resta che ferrato nel passo che segue, sia detto formalmente in luogo di ferreo, e non di ferreo traslato, ma del proprio e naturale quanto sarebbe se dicessimo, verbigrazia, ferreo secolo. Il passo è riferito nel Vocabolario della Crusca alla voce Bandella, e parte ancora alla voce Arpione, e spetta all’antico Volgarizzamento manoscritto dell’Eneide, nella quale corrisponde alquanto sotto il mezzo del secondo libro2. Ma Pirro risplendien-

  1. Son. Aperto aveva il parlamento Amore.
  2. v. 479.