Pagina:Leopardi - Epistolario, Le Monnier, 1934, I.djvu/269

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234 EPISTOLARIO ¡11 mano? 1 e saperlo da altri «ho da voi? Non mi porto 2 io cosi, che avendo pubblicata quella bazzecola, ve n’ho scritto più volte e più cose ch’io non arrivo a contarne. Basta: aspetto da voi il primo discorso sui dipinti d’Innocenzo Francucd. Sapete bene qual’è la condizione di questo luogo, che s’io lo commettessi a Milano, passerebbero mesi e anni prima ch’io lo ricevessi.3 Però l’aspetto da voi. Manderò la copia che mi «lite al professor Montani. Paolina vi risaluta di cuore. Io m’avvedo ch’è tempo di finirla, e non mi ci so ridurre. Conviene ch’io mi faccia forza, ed è già tardi, perché se la vostra pazienza non è soprumana, io senza fallo debbo averla stancata. V’abbraccio strettamente anche da parte di Carlo, e resto il vostro svisceratissimo e ardentissimo amico. Addio, addio. In questo punto ho da Roma una nuova che mi contrista assaissimo, recando la morte subitanea dello svedese Acherblad 4 che già conoscerete per l’uomo più dotto che fosse colà, dal quale, avendo qualche amicizia con lui, poteva sperare d’imparar molte cose. 162. Al marchese Massimiliano Angelelli. - Bologna.B Recanati 19 Febbraio 1819. Veneratissimo signor marchese. Il signor Pietro Giordani, come suo cosi anche mio stretto amico, mi scrive eli’ io mandi copia a V. S. de’ pochi versi che saranno con questa,6 assicurandomi ch’Ella non se ne sdegnerà, ma piuttosto l’accetterà benignamente, ancorché il dono sia poverissimo, e il_donatore sconosciuto a V. S. 1 È il primo Discorso su I. Francucci «la Imola, segnalatogli dal Brighenti nella lettera precedente. 2 Nella copia: «non opero». 3 Nella copia: «mi converrebbe aspettare mesi e anni prima d’avorio». 4 Dovette aver la not izia dallo zio C. Alitici, il quale rispondendo il 27 marzo a ima lettera in cui G. gli manifestava il suo vivo rammarico per quella perdita, lamentava che l’Acherblad non fosse morto nel grembo della chiesa cattolica. 5 La minuta autografa fu da Paolina data alla contessa Carradori il 22 settembre ’57, ci per un tale di Roma», com’ella lasciò annotato. 6 Cfr. lott. 144, paragrafo 4°, p. 208, dove il Giordani in un primo elenco di letterati a cui G. doveva mandar lo suo canzoni, aveva incluso anehe il bolognese Massimiliano Angelelli (1775-1853), seguace del Cesari e cultore di musica, elio più tardi, nel ’37, successe al Mezzofanti nella cattedra di greco dell’Università di Bologna; e s’illustrò con la traduziono di tutto Sofocle, oltre alle traduzioni da Platone, da Plutarco cd altri. Identica a questa lettera, salvo poche o Uovi variazioni, è un’altra da G. diretta il 22 marzo al conte Ettore Pallastrolli, a Piacenza, indicatogli anch’esso dal Giordani (cfr. lett. 157, p. 228, nota 1). La minuta autografa di essa lettera fu poi donata, il 25 agosto ’57, da Paolina Leopardi a Giosuè Carducci.