Pagina:Leopardi - Idilli, manoscritto, Napoli, 1819-1821.djvu/1

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
    1. 

[versione diplomatica]

Idillio

[La Luna o l]La Ricordanza


     O graziosa Luna, io mi rammento
     Che, or volge un anno
      [Ch’è presso a] un anno
Ch['or volge un anno], io sopra questo poggio
Venia carco d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor [sopra quel bosco],1 su quella selva
Siccome or
[Com'ora] fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
                                             a le mie luci
                                             [il tuo bel viso]
Che mi sorgea sul ciglio, [al a le tue luci]2
[Al mio sguardo] Il tuo volto apparia;
[Il tuo viso apparia, perchè dolente] chè travagliosa
                                         cambia
Era mia vita: ed è, nè [cangia] stile,
O mia diletta Luna. E pur mi giova
          ricordanza
La [rimembranza], e ’l noverar l’etate
                                       come
Del mio dolore. Oh [quanto] grato occorre3
Il sovvenir de le passate cose,
Ancor che triste, e ancor che [’]il pianto duri!


[versione critica]

Idillio

La Ricordanza


     O graziosa Luna, io mi rammento
Che, or volge un anno, io sopra questo poggio
Venia carco d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva,
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, a le mie luci
Il tuo volto apparia; chè travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta Luna. E pur mi giova
La ricordanza, e ’l noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Il sovvenir de le passate cose,
Ancor che triste, e ancor che il pianto duri!


[versione originale]

Idillio

La Luna


     O graziosa Luna, io mi rammento
Ch’or volge un anno, io sopra questo poggio
Venia carco d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor sopra quel bosco,1
Com’ora fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, a le mie luci2
Il tuo viso apparia, perchè dolente
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta Luna. E pur mi giova
La rimembranza, e ’l noverar l’etate
Del mio dolore. Oh quanto grato occorre
Il sovvenir de le passate cose,
Ancor che triste, e ancor che ’l pianto duri!

  1. 1,0 1,1 Parola bosco cancellata con molta cura e quasi illegibile; la modifica immediata con selva è legittimata anche dalle concordanze al femminile del verso seguente.
  2. 2,0 2,1 al, refuso.
  3. Come sì grato, tra parentesi sul margine destro.