Pagina:Leopardi - Idilli, manoscritto, Napoli, 1819-1821.djvu/10

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Il fior dell’età mia. Nascemmo al pianto,
Disse, ambedue. Felicità non rise
Al viver nostro, e dilettossi il cielo
De’ nostri affanni. Or se di pianto il ciglio,
Soggiunsi, e di pallor velato il viso
                                              ambascia1
Per la tua dipartita, e se d’angoscia
Porto gravido il cor; dimmi: d’amore
                                              de alcuna
Già non favello; ma piet[à nessuna]
                                                  sen
Del tuo misero amante in [cor] ti nacque
Mentre vivesti ? Io disperando allora
E sperando traea le noti e i giorni;
Oggi nel vano dubitar si stanca
La mente mia. Che se una volta pure
Mercè ti strinse di mia negra vita,
Consentimi ch’io ’l sappia[,] e mi soccorra
La rimembranza[,] or che il futuro è tolto
                                   quella
Ai nostri giorni. E[d ella] : ti conforta,
     sventurato
O [poverello]. Io di pietade avara
Non ti fui mentre vissi[,] ed or non sono;
Chè fui misera anch'io. Non far querela
Di questa infelicissima fanciulla.

  1. Tra parentesi di traverso sul margine destro.