Pagina:Leopardi - Operette morali, Chiarini, 1870.djvu/20

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CHIARINI


tutti i viventi sono necessariamente infelici; il timore e la speranza di un'altra vita sono uno stolto conforto onde il mondo consola sè insieme coi fanciulli. Provatemi che da queste sentenze ed altre assai della medesima qualità, che non accade riferire, non iscende dritta e necessaria la conseguenza da me accennata, e vi dirò bravo.

Razionalista.
Permettete che io mi faccia un po' da alto. E rispondete voi prima ad alcune domande mie. Consentite voi che il filosofo ha da cercare la verità?
Giobertiano.
Certamente.
Razionalista.
Dunque mi sembra che, prima di condannare la filosofia leopardiana, importi vedere se le dottrine fondamentali di essa son vere o false.
Giobertiano.
Intorno a ciò non accade fare lungo ragionamento; imperrochè quando la conseguenze di coteste dottrine sia quella ch'io dico, niuno metterà in dubbio ch'elle siano false falsissime; non potendo mai stare che una dottrina vera partorisca effetti così perniciosi.
Razionalista.
Se la conseguenza delle dottrine leopardiane sia, o no, quella che voi dite, è ciò di che dobbiamo disputare; ed io non posso concedervi come provato quello a cui piacemi contradire; ma nego ancora che una dottrina si abbia da tenere per falsa solo per questo, che altri può dedurre conseguenze dannose. Che le conseguenze della filosofia del Leopardi sieno per molti quelle che voi dite, potrà darsi; ma io spero di potervi dimostrare, nel processo del mio ragionamento, che voi e cotesti molti siete tratti in inganno. In filosofia ognuno argomenta e ragiona secondo le sue opinioni, i suoi principii, il suo metodo: ora che il metodo che può esser giusto applicato alla dottrina che si professa diventa facilmente falso applicato ad una contraria. Questo è ciò che naturalmente accade