Pagina:Leopardi - Operette morali, Chiarini, 1870.djvu/34

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XXX

CHIARINI


affermando, ammettete l'eternità della materia, ammettete cioè un fatto che rovina dalle fondamenta tutto il vostro sistema; se negate, venite a dire che l'azione creativa della vostra Idea sostanziale ha avuto cominciamento; e allora che cosa era questa Idea creatrice, quando non creava? e allora voi ammettete una successione di tempo nell'eternità, cosa che sta in contradizione coi principii della vostra filosofia. Ma non basta: questa rivelazione della materia che il pensiero divino fa all'umano nell'atto che lo crea, e questo atto quando avvengono essi? non appena la creatura umana è concepita nell'utero materno, o quando esce al mondo? Ma pensa forse il bambino in corpo alla madre, o subito dopo che ne uscì? E come si accorda coll'Idea creatrice, una, semplice, etera, l'azione creativa, varia, molteplice, e nella successione del tempo? Come questa creazione può esser effetto di quell'Idea? Voi domandate a me, com'è possibile che il misto e composto produca il semplice e l'uno; io potrei con più ragione domandare a voi, com'è possibile che il semplice e l'uno produca il misto e composto. Perchè a buon conto io vedo da quel misto e composto, che si chiama corpo umano, uscire quel semplice che si chiama pensiero; io vedo da un congegnamento di ruote ed altre macchine, ch'è pure un composto, uscire qualche cosa ch'è semplice, come il moto; non vidi mai il pensiero nè il moto produrre un benchè menomo atomo di materia. È propriamente per ciò che mi ripugna quella vostra mentalità superiore, quella Idea sostanziale, quel pensiero increato, che crea l'universo. Io debbo, secondo voi, e non c'è altra via, risalire a cotesto pensiero increato e infinito dal mio creato e finito: ma è chiaro che non potrò risalirvi altrimenti che per analogia; imaginando, cioè,