Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/157

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93 — e nettare. Qual cosa del mondo ha pure un’ ombra o una millesima parte della perfezione che voi pensate che abbia a essere nelle donne? E anche mi pare strano, che non facendovi maraviglia che gli uomini sieno uomini, cioè a dir creature poco lodevoli e poco amabili; non sappiate poi 5 comprendere come accada, che le donne in fatti non sieno angeli. TaS. Con tutto questo, io mi muoio dal desiderio di rivederla, e di riparlarle. GEN. Via, questa notte in sogno io te la condurrò IO davanti ; bella come la gioventù ; e cortese in modo, che tu prenderai cuore di favellarle molto più franco e spedito che non ti venne fatto mai per l’addietro : anzi all* ultimo le stringerai la mano; ed ella guardandoti fiso, ti metterà nell’ animo una dolcezza tale, che tu ne sarai sopraffatto ; 15 e per tutto domani, qualunque volta ti sovverrà di questo sogno, ti sentirai balzare il cuore dalla tenerezza. TAS. Gran conforto: un sogno in cambio del vero. GEN. Che cosa è il vero? TAS. Pilato non lo seppe meno di quello che lo so io. 20 GEN. Bene, io risponderò per te. Sappi che dal vero al sognato, non corre altra differenza, se non che questo può qualche volta essere molto più bello e più dolce, che quello non può mai. 3 AMF da essere — I I A davanti, — gioventù, — 15 AMF tale che allo svegliarti, ne leccherai le labbra e le dita, — 17 A di tenerezza — 18 AMF Cosi lo sapeva Pilato come lo so io 1 mondo è cosi buona e cosi perfetta nel suo genere come voi pensate che sieno le vostre donne nel loro ? E anche — 6-7 sappiate comprendere il come e il perché le tali o tali donne non sieno angeli — IO porrò — 13 che non ti ardisti mai per l’addietro [che non ti venne fatto in... , nel tempo] — 14 fisso — 15 dolcezza che poi svegliato — leccherai le labbra e per tutto domani, ogni volt