Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/182

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appena, e forse in niun modo, colla pili sottile e accurata speculazione, si può distinguere e asse¬ gnare a quale delle due cose appartengano, per essere quasi comuni e indivise tra 1’ una e 1’ altra. Ma certo niuno 5 straniero è, per tornare alle parole del Castiglione, assueto a scrivere elegantemente nella tua lingua. Di modo che lo stile, parte si grande e si rilevante dello scrivere, e cosa d’inesplicabile difficoltà e fatica, tanto ad apprenderne l’intimo e perfetto artificio, quanto ad esercitarlo, appreso 10 che egli sia; non ha propriamente altri giudici, né altri convenevoli estimatori, ed atti a poter lodarlo secondo il merito, se non coloro che in una sola nazione del mondo hanno uso di scrivere. E verso tutto il resto del genere umano, quelle immense difficoltà e fatiche sostenute circa 15 esso stile, riescono in buona e forse massima parte inutili e sparse al vento. Lascio l’infinita varietà dei giudizi e delle inclinazioni dei letterati ; per la quale il numero delle persone atte a sentire le qualità lodevoli di questo o di quel libro, si riduce ancora a molto meno. 20 Ma io voglio che tu abbi per indubitato che a cono¬ scere perfettamente i pregi di un’ opera perfetta o vicina alla perfezione, e capace veramente dell’ immortalità, non basta essere assuefatto a scrivere, ma bisogna saperlo fare quasi cosi perfettamente come lo scrittore medesimo che 25 hassi a giudicare. Perciocché I’ esperienza ti mostrerà che a proporzione che tu verrai conoscendo pili intrinsecamente I A appena e — 8 fatica — 9 A artificio — e»ercit«rIo — 10 A (ia. — giudici — Il A estimatori —- 14 A umano — 16 AMF la — 17 A letterati, *— 19 AMF manco — 22 AMF della — 25 AMF la 9 I* inlimo artificio — 10 che «in — 13 E quanto a lutto — 14-15 «rote- nule, riescono — 24-5 medesimo che ti ha da — 26 più perfettamente —