Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/191

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I - 127 — Da questo discorso seguirebbe che generalmente i gio¬ vani fossero migliori giudici delle opere indirizzate a destare affetti ed immagini : che non sono gli uomini maturi o vecchi. Ma da altro canto si vede che i giovani non acco¬ stumati alla lettura, cercano in quella un diletto più che 5 umano, infinito, e di qualità impossibili; e tale non ve ne trovando, disprezzano gli scrittori; il che anco in altre età, per simili cause, avviene alcune volte agl* illetterati. Quei giovani poi, che sono dediti alle lettere, antepongono facil¬ mente, come nello scrivere, cosi nel giudicare gli scritti IO altrui, 1’ eccessivo al moderato, il superbo o il vezzoso dei modi e degli ornamenti al semplice e al naturale, e le bellezze fallaci alle vere; parte per la poca esperienza, parte per 1 impeto dell* età. Onde i giovani, i quali senza alcun fallo sono la parte degli uomini più disposta a lodare 15 quello che loro apparisce buono, come più veraci e can¬ didi ; rade volte sono atti a gustare la matura e compiuta bontà delle opere letterarie. Col progresso degli anni, cresce quell’ attitudine che vien dall’ arte, e decresce la naturale. Nondimeno ambedue sono necessarie all’ effetto. 20 Chiunque poi vive in città grande, per molto che egli sia da natura caldo e svegliato di cuore e d’immaginativa, io non so (eccetto se, ad esempio tuo, non trapassa in soli- jL Mudine il più del tempo) come possa mai ricevere dalle 2-3 AMF destar gli — e le — 3 A immagini, — 5 A lettura 6 A impossibili, — 7 A scrittori, — età — 8 A cause — 9 A poi — 13 A vere, — 14 AMF della — 17 A candidi, — AMF rare — gustar — 18 A anni 3-4 uomini predetti. — 4 lato — 4-5 consueti a leggere cercano nella lettura 11 il fasto dei modi e degli ornamenti alla semplicità e il vezzo delle maniere 14 senz — 15 lodare, come più verace e candida 19 scema — 22 sia caldo — immaginazione — 23 non so, quando — 23-24 trapassi il più del tempo, come —