Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/203

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


IO stringere insieme un buon numero di esse idee, né di con¬ templare colla mente in un tratto molti particolari in modo da poterne trarre un generale, né di seguire indefessamente coll* occhio dell’ intelletto un lungo ordine di verità connesse tra loro a mano a mano, né di scoprire le sottili e recon¬ dite congiunture che ha ciascuna verità con cento altre ; non possono facilmente, o in maniera alcuna, imitare e reiterare colla mente propria le operazioni fatte, né provare le impressioni provate, da quella del filosofo ; unico modo a vedere, comprendere, ed estimare convenientemente tutte le cause che indussero esso filosofo a far questo o quel giudizio, affermare o negare questa o quella cosa, dubitar di tale o di tal altra. Sicché quantunque intendano i suoi concetti, non intendono che sieno veri o probabili ; non avendo, e non potendo fare, una quasi esperienza della 15 verità e della probabilità loro. Cosa poco diversa da quella che agli uomini naturalmente freddi accade circa le imma¬ ginazioni e gli affetti espressi dai poeti. E ben sai che egli è comune al poeta e al filosofo 1’ internarsi nel profondo degli animi umani, e trarre in luce le loro intime qualità 20 e varietà, gli andamenti, i moti e i successi occulti, le cause e gli affetti dell’ une e degli altri : nelle quali cose, quelli che non sono atti a sentire in se la corrispondenza de’ pen¬ sieri poetici al vero, non sentono anche, e non conoscono, quella dei filosofici. 25 2 AMF contemplar — 5 AMF scoprir — 8 AMF reiterar — A fatte — AMF provar — 9 A provate — IO A comprendere — AMF estimar — 13 MF o tal — A Sicché, — 14 A probabili, — 15 A avendo — 16 AMF o della — 18 A da’ — 20 A umani — 22 A altri; — cose — 24 A anche — conoscono 1-5 né di scoprir — 7 possono imitare — 8 coll’ animo — lai ¡1. vu oila — 1 I lo indussero a — 12-13 cosa. Sicché — 16 e prob. — 17-18 freddi avviene circa gli affetti e le immagini — 18-19 che al — 21 occulti, nélle quali cose — 23-24 delle imitazioni poetiche — né anche possono sentire