Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/212

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148 — tissimo nel loro concetto, e all’ultimo si persuadevano cht essa mia dottrina non si stendesse niente più che la loro Nelle città grandi, quanti ostacoli si frappongano, sic come all’ acquisto della gloria, cosi a poter godere il (rutt< 5 dell’ acquistata, non ti sarà difficile a giudicare delle cos dette alquanto innanzi. Ora aggiungo, che quantunque nei suna fama sia più difficile a meritare, che quella di egregi poeta o di scrittore ameno o di filosofo, alle quali tu mii principalmente, nessuna con tutto questo riesce meno fruì 10 tuosa a chi la possiede. Non ti sono ignote le questior perpetue, gli antichi e i moderni esempi, della povertà delle sventure de’ poeti sommi. In Omero, tutto (per co: dire) è vago e leggiadramente indefinito, siccome nell poesia, cosi nella persona ; di cui la patria, la vita, ogi 15 cosa, è come un arcano impenetrabile agli uomini. Soli in tanta incertezza e ignoranza, si ha da una costantissiir. tradizione, che Omero fu povero e infelice: quasi che fama e la memoria dei secoli non abbia voluto lasciar luoj a dubitare che la fortuna degli altri poeti eccellenti nc 20 fosse comune al principe della poesia. Ma lasciando de? altri beni, e dicendo solo dell’ onore, nessuna fama nell’ u; della vita suol essere meno onorevole, e meno utile a ess tenuto da più degli altri, che sieno le specificate or or O che la moltitudine delle persone che le ottengono sen 25 merito, e la stessa immensa difficoltà di meritarle, tolgai 3 A grandi — 6 A aggiungo — 7 A malagevole — AMF quelle 8 AMF o scrittore —- o filosofo — I I A esempi — 14 A persona, 17 A infelice, — 21 A beni, — 22 AMF manco — manco 2 della loro — 3-4 come — 4 a goder — 6 ind(ietro) — 7-8 qu< o di jxwtn o di — o di filosofo egregio, nessuna contultoriò — 9 fiuttu e gioconda — Il continue — 16-17 incertezza •'Ita da una tradizn antichissima {perpetua} — 18 degli uomini