Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/223

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DIALOGO DI FEDERICO RUYSCH E DELLE SUE MUMMIE 3* CORO DI MORTI NELLO STUDIO DI FEDERICO RUYSCH. Sola nel mondo eterna, a cui si volve Ogni creata cosa. In te, morte, si posa Nostra ignuda natura; Lieta no, ma sicura Dall' antico dolor. Profonda notte Nella confusa mente Il pensier grave oscura; Alla speme, al desio, l'arido spirto Lena mancar si sente: Cosi d’ affanno e di temenza è sciolto, E 1' età vote e lente Senza tedio consuma. Vivemmo: e qual di paurosa larva, E di sudato sogno, A lattante fanciullo erra nell’ alma Confusa ricordanza : Tal memoria n’ avanza I 7 AM Morte — 8 A natura, — 10 RB Dell' — 12 AM oscura — 3 A desio — 18 A Vivemmo; — 21 A ricordanza, 4 morte — 10-18 Dell’ antico dolor. Le nostre menti Profonda notte scura. Alla speme, al desio lena ci è tolta. Vivemmo [dolor. Profonda notte > 4 siede entro alla < in sulla > mente ; Alla speme, al desio l’arido spirto...] l — 15 di affanno — 21 rimembranza