Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/261

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197 — Platone, e riduca ad atto la sua repubblica in tutto il mondo civile. Commendava molto una sentenza di Bione boristenite, posta dal medesimo Laerzio 48 ; che i più travagliati di tutti, sono quelli che cercano le maggiori felicità. E sog- 5 giungeva che, all incontro, i più beati sono quelli che più si possono e sogliono pascere delle minime, e anco da poi che sono passate, rivolgerle e assaporarle a bell* agio colla memoria. Recava alle varie età delle nazioni civili quel verso IO greco che suona: i giovani fanno, i mezzani consultano, i vecchi desiderano ; dicendo che in vero non rimane all* età presente altro che desiderio. A un passo di Plutarco 49, che è trasportato da Mar¬ cello Adriani giovane in queste parole: molto meno arieno 15 ancora gli Spartani patito V insolenza e buffonerie di Stratocle: il quale avendo persuaso il popolo (ciò furono gli Ateniesi) a sacrificare come vincitore; che poi, sentito il Vero della rotta, si sdegnava; disse: qual ingiuria rice¬ veste da me, che seppi tenervi in festa ed in gioia per 20 ispazio di tre giorni? soggiunse l’Ottonieri: il simile si potrebbe rispondere molto convenientemente a quelli che si dolgono della natura, gravandosi che ella, per quanto è in se, tenga celato a ciascuno il vero, e coperto con molte appa- 1 A Platone — 4 A Laerzio, — 5 A tutti — 6 A che all* incontro — 8 A passate — 12 AMF alla — 17 A Stratode, — 18 A vincitore, — 19 A sdegnava. 3 quella sentenza — Boristenite — 10 età del genere umano — 11 che vuol dire [significa] — 12 vero alla età presente non rimane altro che il desiderio — 14 Dopo avere scritto i capoversi 4 Recava... ’ e 4 A un passo... nell ordineì che e a stampa, l’Autore pensò d’ invertirne i ordine ; ma poi rinunziò all' inversione — 23 natura che, quan(to) [per quanto è in lei] — 24 la