Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/283

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219 solenni, quasi applaudissero alla vita universale, e incitassero gli altri viventi ad allegrezza, facendo continue testimo- nianze, ancorché false, della felicità delle cose. E che gli uccelli sieno e si mostrino lieti più che gli altri animali, non è senza ragione grande. Perché veramente, 5 come ho accennato a principio, sono di natura meglio acco¬ modati a godere e ad essere felici. Primieramente non pare che sieno sottoposti alla noia. Cangiano luogo a ogni tratto; passano da paese a paese quanto tu vuoi lontano, e dall’infima alla somma parte dell’aria, in poco spazio IO di tempo, e con facilità mirabile ; veggono e provano nella nella vita loro cose infinite e diversissime; esercitano con¬ tinuamente il loro corpo; abbondano soprammodo della vita estrinseca. Tutti gli altri animali, provveduto che hanno ai loro bisogni, amano di starsene quieti e oziosi ; nessuno, 15 se già non fossero i pesci, ed eccettuati pure alquanti degl insetti volatili, va lungamente scorrendo per solo diporto. Cosi 1 uomo silvestre, eccetto per supplire di giorno in giorno alle sue necessità, le quali ricercano piccola e breve opera; ovvero se la tempesta, o alcuna fiera, o altra si 20 fatta cagione non lo caccia ; appena è solito di muovere un passo: ama principalmente l’ozio e la negligenza: con¬ suma poco meno che i giorni intieri sedendo neghittosa¬ mente in silenzio nella sua capannetta informe, o all’aperto, o nelle rotture e caverne delle rupi e dei sassi. Gli uccelli, 25 per lo contrario, pochissimo soprastanno in un medesimo 20 AMF o vero — A tempesta — A fièra — 21 A caccia, — 22 A passo; — negligenza; — 25 A uccelli — 26 A contrario 2 rende(ndo) 5 si è con — 6-7 disposti — ed essere — 9 si voglia 16-7 pesci, va — 17 per suo mero diporto — 20 o se la — 20-1 simile ama I* ozio —