Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/289

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225 — sola; e chi l’oda cantare, o chi l'abbia udito; e se la detta lingua sia proprio la lingua del gallo, o che il Can¬ tico vi fosse recato da qualche altra. Quanto si è al vol¬ garizzamento infrascritto ; per farlo più fedele che si potesse (del che mi sono anche sforzato in ogni altro modo), mi è 5 paruto di usare la prosa piuttosto che il verso, se bene in cosa poetica. Lo stile interrotto, e forse qualche volta gonfio, non mi dovrà essere imputato; essendo conforme a quello del testo originale : il qual testo corrisponde in questa parte alluso delle lingue, e massime dei poeti, d’oriente. 10 Su, mortali, destatevi. 11 di rinasce: torna la verità in sulla terra, e partonsene le immagini vane. Sorgete ; ripiglia¬ tevi la soma della vita ; riducetevi dal mondo falso nel vero. Ciascuno in questo tempo raccoglie e ricorre coll* animo tutti i pensieri della sua vita presente ; richiama alla memoria 15 i disegni, gli studi e i negozi; si propone i diletti e gli affanni che gli sieno per intervenire nello spazio del giorno nuovo. E ciascuno in questo tempo e più desideroso che mai di ritrovar pure nella sua mente aspettative gioconde, e pensieri dolci. Ma pochi sono soddisfatti di questo desi- 20 derio : a tutti il risvegliarsi è danno. 11 misero non è prima desto, che egli ritorna nelle mani dell’ infelicità sua. Dol¬ cissima cosa è quel sonno, a conciliare il quale concorse o letizia o speranza. L’ una e 1’ altra insino alla vigilia del di seguente, conservasi intera e salva ; ma in questa, o manca 25 o declina. I A sola, — udito — 4 A infrascritto, — 8 A imputato, — 9 A ori¬ ginale, 1 I A rinasce ; — 12 A su la — f 9 A gioconde — 22 A desto — AMF della — 25 A seguente — salva, 1 1 Mortali, udite — 19 liete — 21 desiderio. A tutti — 21-2 misero, appena è desto, è ghermito di nuovo e stretto dalla infelicità — 23 il sonno 24-5 altra in quel tempo è salva e sicura, ma nella vigilia del di seguente o manca o declina [perisce o langue] Leopaidi 15