Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/307

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243 — notizia che abbiate de’ miei costumi, credo mi possiate essere testimonio. TlM. Non ve lo nego. ELE. Di modo che io non lascio di procurare agli uomini per la mia parte, posponendo ancora il rispetto 5 proprio, quel maggiore, anzi solo bene che sono ridotto a desiderare per me stesso, cioè di non patire. TlM. Ma confessate voi formalmente, di non amare né anche la nostra specie in comune? ELE. Si, formalmente. Ma come tuttavia, se toccasse a 10 me, farei punire i colpevoli, sebbene io non gli odio; cosi, se potessi, farei qualunque maggior benefìzio alla mia specie, ancorché io non 1’ ami. TlM. Bene, sia cosi. Ma in fine, se non vi muovono ingiurie ricevute, non odio, non ambizione ; che cosa vi 15 muove a usare cotesto modo di scrivere? ELE. Diverse cose. Prima, l’intolleranza di ogni simu¬ lazione e dissimulazione: alle quali mi piego talvolta nel parlare, ma negli scritti non mai; perché spesso parlo per necessità, ma non sono mai costretto a scrivere; e quando 20 avessi a dire quel che non penso, non mi darebbe un gran sollazzo a stillarmi il cervello sopra le carte. Tutti i savi si ridono di chi scrive latino al presente, che nessuno parla quella lingua, e pochi la intendono, lo non veggo come non sia parimente ridicolo questo continuo presupporre che 25 si fa scrivendo e parlando, certe qualità umane che ciascun 4 AM proccurare — 6 A maggiore — 8 A formalmente — I 1 AMF se bene — A odio, — 15 A ambizione, — 17 AMF la — 18 A dissi¬ mulazione, — 19 A mai, — 20 A scrivere. — 23 presente — 24 A lingua 4-5 agli altri — 10 come, se — Il colpevoli, senza odiarli — 13 con tutto che io non l’amo [con tutto il non amarla] — 14 mancava Bene, sia cosi — non ti — 15-6 ti muove — 17 Molte cose — 20 scrivere, e non veggo che sollazzo (...) — 25-6 presupporre certe —