Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/401

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DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE. Pag. 101,13 - Ermi, pili comune (benché men corretto, cfr. Ut. herma, masch.) erme. Nell'isola di Pasqua, la più orientale della Polinesia, li tro¬ varono infatti dei grandi colossi. E una postilla marginale a q. I. nell* auto* grafo ci dice la fonte da cui il L. aveva attinto questa notizia : « LA PÉROUSE, t. I, pp. 100-102 ». Pag. 102, 6-7 - Postilla marg. autogr. « Encycl. [méthodique, Padova, 1784 e ss.]: Hist. nat.i serperti’, art. Serpent à sonde (sic)». Pag. 104,3 - Eda, in Islanda. Pag. 105,2 - Al conte C. Pepoli, 78-87: « Altii, quasi a fuggir volto la trista | Umana sorta, in cangiar terre e climi | L’età spendendo, e mari e poggi errando, | Tutto l'orbe trascorre, ogni confine | Degli spazi che all’uom negl* infiniti | Campi del tutto la natura aperse, | Peregrinando aggiunge. Ahi ahi, s'asside | Su l'alte prue la negra cura, e sotto | Ogni clima, ogni ciel, si chiama indarno | Felicità ; vive tristezza e regna >. Pag. 107,8 - Postilla marg. autogr. : « BUFFON, t. Ili, pp. 8-9; MARTINIÈRE, art. Lapons ». Pag. 108,2 - Sopra un bassorilievo antico, 44-71 « Madre temuta e pianta ! Dal nascer già dell* animai famiglia, | Natura, illaudabil maraviglia, Che per uccider partorisci e nutri » ; e La Ginestra, 123-5: « Quella | Che veramente è rea, che de* mortali | E madre in parto ed in voler matrigna ». Paralip. IV, 12 : « De’ suoi figli antica capitai | E carnefice e nemica ». Pag. 108,7-10 - Cfr. la «di vecchiezza detestata soglia » del Passero solitario, 50, « l'abbonita vecchiezza » del Consalvo, 107' e il Tramonto della luna, 44-50: « D’intelletti immortali | Degno trovato, estremo | Di tutti i mali, ritrovar gli eterni | La vecchiezza, ove fosse | Incolume il desio, la speme estinta, | Secche le fonti del piacer, le pene ] Maggiori sempre, e non più dato il bene ». Pensiero espresso pure con funerea freddezza di precisione nel n. 6 dei Pensieri. Tolto ai Greci. Cfr. MlMNERMO in Lirici greci. Elegia e Giambo, trad. Fraccaroli, Torino, Bocca, 1910, pag. 103 ss. Png. 110, 12 - Cfr. Zibaldone, VII, 54. Pag. 110,25 - Cfr. Canto notturno, 21-38, Al conte C. Pepoli, 145-6, la fine del Ruysch e Zibald., VII, 18, 89. IL PARIN1 OVVERO DELLA GLORIA. Perché il Leopardi potè pensare a mettere in bocca al Parini questo suo lungo ragionamento contro le difficoltà che si oppongono all' acquisto della gloria, può riuscir chiaro a ogni lettore delle Ultime lettere di Iacopo Ortis, Leopardi