Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/71

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 7 —


temessero né deplorassero il fato comune. Non per tanto, ammoniti da Giove di riparare alla solitudine della terra; e non sostenendo, come erano sconfortati e disdegnosi della vita, di dare opera alla generazione;v 1 tolto delle pietre della montagna, secondo che dagli Dei fu mostrato loro, e5 gittatosele dopo le spalle, restaurarono la specie umana. Ma Giove fatto accorto, per le cose passate, della propria natura degli uomini, e che non può loro bastare, come agli altri animali, vivere ed essere liberi da ogni dolore e molestia del corpo ; anzi, che bramando semprec 1 e in qualunque10 stato l’impossibilev 2, tanto più si travagliano con questo desiderioc 2 da se medesimi, quanto menov 3 sono afflitti dagli altri mali; deliberòv 4 valersi di nuove arti a conservare questo misero genere:v 5 le quali furono principalmente due. L’una mescere la loro vita di mali veri: l’altra implicarla in mille15 negozi e fatiche, ad effettoc 3v 6 d’intrattenere gli uomini, e divertirli quanto più si potesse dal conversare col proprio animo o almeno col desiderio di quella loro incognita e vana felicitàc 4.
 Quindi primieramente diffuse tra loro una varia moltitudine20 di morbi e un infinito genere di altre sventure: parte volendo, col variare le condizioni e le fortune della vita mortale, ovviare alla sazietàv 7 e crescere colla opposizione dei mali il pregio de’ beniv 8; parte acciocché il difetto deic 5 godimenti riuscisse agli spiriti esercitati in cose peggiori,25 molto più comportabilec 6 che non aveva fatto per lo passato;



  1. A generazione,
  2. AMF lo impossibile
  3. AMF manco
  4. A determinò
  5. A genere,
  6. AMF a effetto
  7. sazietà,
  8. A dei beni


  1. anzi desiderando sempre
  2. questo vano desiderio
  3. ad effetto
  4. animo o per lo meno [o pure] — loro ignota felicità
  5. de’ — de’ — de’
  6. tollerabile