Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/94

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MoR. Dovresti sapere che ho mala vista, e che non posso usare occhiali, perché gl’ Inglesi non ne fanno che mi valgano, e quando ne facessero, io non avrei dove me gl’ incavalcassi. 5 MOD. Io sono la Moda, tua sorella. MOR. Mia sorella ? MOD. Sì : non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità ? MOR. Che m’ ho a ricordare io che sono nemica capi- 10 tale della memoria. MOD. Ma io me ne ricordo bene ; e so che l’una e l’altra tiriamo parimente a disfare e a rimutare di continuo le cose di quaggiù, benché tu vadi a questo effetto per una strada e io per un’altra. 15 MOR. In caso che tu non parli col tuo pensiero o con persona che tu abbi dentro alla strozza, alza più la voce e scolpisci meglio le parole ; che se mi vai borbottando tra’ denti con quella vocina da ragnatelo, io t’intenderò domani, perché l'udito, se non sai, non mi serve meglio 20 che la vista. MOD. Benché sia contrario alla costumatezza, e in Francia non si usi di parlare per essere uditi, pure perché siamo sorelle, e tra noi possiamo fare senza troppi rispetti, parlerò come tu vuoi. Dico che la nostra natura e usanza I AMF che non tengo occhiali da mettermi — 2 AMF che mi «ieno a propo«ii<> — 11 A bene, — 13 A le cote — MF cose umane — 17 AMF chè I Tu dovresti — e non mi trovo occhiali perché — 2 fanno fare — 3 facessero, non — 7 tutt' e — 9 che dittruggo ogni memoria [tono nemica dell«] — Il che tutt(e due) — 13 coae utnane — 15 con qualcuno eh« — 18 fra' — 19 I* udito non mi terve meglio che la villa te tu non mi [coaf puntuale come, piti che la viltà] — 22 •' lui pure — parlare acciocché •i aenta —