Pagina:Leopardi - Paralipomeni della Batracomiomachia, Laterza, 1921.djvu/182

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172 ii - paralipomeni della batracomiomachia

12
     Lascio molti e molti altri ordinamenti
del saggio nunzio, e sol dirò che segno
della bontà de’ suoi provvedimenti
fu l’industria languir per tutto il regno,
crescer le usure, impoverir le genti,
nascondersi dal sol qualunque ingegno;
sciocchi o ribaldi conosciuti e chiari
cercar solo e trattar civili affari;
13
     il popolo avvilito e pien di spie
di costumi ogni dì farsi peggiore,
ricorrere agl’inganni, alle bugie,
sfrontato divenendo e traditore;
mal sicure da’ ladri esser le vie
per tutta la città non che di fuore;
l’or fuggendo e la fede, entrar le liti,
ed ir grassi i forensi ed infiniti.
14
     Subito poi che l’orator fu giunto
cui de’ topi il governo era commesso
dal re de’ granchi, a Brancaforte ingiunto
fu di partir co’ suoi. Ma dallo stesso
cresciuto insino a centomila appunto
fu lo stuolo in Castel male intromesso:
il resto a trionfar di topi e rane
tornò con Brancaforte alle sue tane.
15
     Allor nacque fra’ topi una follia
degna di riso piú che di pietade;
una setta che andava e che venia
congiurando a grand’agio per le strade,
ragionando con forza e leggiadria
d’amor patrio, d’onor, di libertade,
fermo ciascun, se si venisse all’atto,
di fuggir come dianzi avevan fatto,