Pagina:Leopardi - Paralipomeni della Batracomiomachia, Laterza, 1921.djvu/184

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
174 ii - paralipomeni della batracomiomachia

20
     anche dal patrio nome e da quel vero
amor sospinto ond’ei fu sempre specchio,
inducevasi a dar, se non intero
il sentimento, almen grato l’orecchio
al dolce suon che lui nel ministero,
e che la patria ritornar nel vecchio
onore e grado si venia vantando,
e con la speme il cor solleticando.
21
     L’ambasciador, quantunque delle pie
voglie del conte ancor poco temesse,
pur com’era mestier che molte spie
con buone paghe intorno gli tenesse,
rivolger quei danari ad altre vie
e tôrsi quella noia un giorno elesse;
e gentilmente e in forma di consiglio
costrinse il conte a girsene in esigilo.
22
     Peregrin per la terra il chiaro topo
vide popoli assai, Stati e costumi;
a quante bestie narrò poscia Esopo
si condusse varcando or mari or fiumi,
con gli occhi intenti sempre ad uno scopo,
d’augumentar, come si dice, i lumi
alle sue genti, e, se gli fosse dato,
trovar soccorso al lor dolente stato.
23
     Com’esule e com’un ch’era discaro
al re granchio, al baron Camminatorto,
e ch’alfabeto e popolo avea caro,
molte corti il guardâr con occhio torto.
Piú d’un altro con lui fu meno avaro;
piú d’un ministro e re largo conforto
gli porse di promesse; ed ei contento
il cammin proseguia con questo vento.