Pagina:Leopardi - Paralipomeni della Batracomiomachia, Laterza, 1921.djvu/64

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54 I - VERSI Lume di sole a petto a quello è fioco che rifletteasi ’n terra e *1 suol fea vago brillando tra le foglie del bel loco, 70 qua! da limpido ciel su queto Iago cinto di piante in ermo loco il sole versa sua luce e sua tranquilla imago. Qui vengon manco al ver le mie parole, ch’i’ vidi cose in mezzo a quel fulgore, 75 cui dir non può la lingua, e ’1 pensier vòle. Vidi distesa piaggia onde ’1 colore e ’1 fiorire e *1 gioire a la beltate m’aprir la mente e dilatarmi ’1 core. Canti s’udian si dolci che di state 80 men caro è sul meriggio in riva a un fiume udir gli augelli e l’aure innamorate. Splendean l’erbette di si vago lume che luccicar men vaghi a la mattina i rugiadosi prati han per costume. 85 E la luce era tanta, che la brina al sol men chiaro splende, e men raggiante splende al sol bianca neve in piaggia alpina. Intrecciavansi i raggi tra le piante,. e rifletteansi in onde tanto chiare 90 che quel fulgor quaggiù non ha sembiante. Come se viva lampa a un tratto appare in tenebrosa stanza, chi v’è drento forz* è che ’1 lume con la man ripare: si mi vinser que’ raggi in un momento: 95 per che l’umide luci i’ riserrai, che ’1 poter venne manco a l’ardimento. E l’Angel disse: — Mira! — ed i’ levai lo sguardo un’altra volta, e vidi quanto nostra sola virtù non vide mai. 100 Alme vestite di lucido manto ivan per quelle vie del paradiso, sciolte le labbra al sempiterno canto.