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Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/134

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128 i. puerili

ma possibile che l’autoritá di un uomo solo valga a superare quella di quasi tutti gli antichi sapienti, i quali nelle loro ipotesi altro d’ordinario non fecero che opporsi all’opinione di questo fisico? Ecco dunque dal vostro principio distrutti e il sistema di Copernico e quello di Newton, e le leggi di Keplero, e con esse tutte le ipotesi di recente invenzione, che approvate non furono dagli antichi sapienti.

— Gran differenza — rispose il letterato — passa tra le fisiche veritá e le metafisiche, giacché noi d’ordinario dobbiamo la scoperta di quelle alle osservazioni ed agli sperimenti, e non siam debitori della conoscenza di queste che alla nostra ragione. D’altronde poi — soggiunse — non potrá giá mai per mio avviso ritrovarsi, a favore di una ipotesi di fisica, quell’unanime consentimento di opinioni che ritrovasi a favore dell’umana libertá, giacché, se questa dote si tolga al nostro spirito conviene accusare d’ingiustizia i piú sapienti legislatori, i piú savi principi, e tutti insomma coloro i quali punirono i malfattori e premiarono i virtuosi; sebbene però dir potrebbesi, a loro escusazione, che essendo eglino agenti necessari, non poterono non punire il delitto e non premiare la virtú, cosa che verrebbe a gettarci in un mare di dubbiezze ed in un oscurissimo caos di confusione, dalla quale sarebbe impossibile il disbrigarsi, perché appunto è impossibile sostituire il falso alla veritá. —

Si scosse a queste parole il giovane, e: — Togliendo ancora — disse — il libero arbitrio all’uomo, può e deve egli dirsi colpevole, qualora le leggi trasgredisca. Nella ipotesi, di fatto, che l’uomo sia libero, egli pecca disubbidendo alle leggi, perché volontariamente determinasi a trasgredirle; e nella ipotesi che l’uomo sia privo di libertá, pecca egli altresí, perché per non escusabile mancanza di esame e riflessione ha stimato bene ciò che era male in realtá. Per questa ragione appunto l’autore dell’Analisi delle idee, togliendo all’uomo la libertá, non tolse ad esso la facoltá di meritare e demeritare.

— Ma come può mai l’uomo — interruppe il letterato — trattenersi a suo agio nell’esame di diversi partiti che al suo intelletto si presentano, se egli è in tutto dipendente dalla