Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/199

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ii. abbozzi e prime stesure 193

canto (dove si potrebbono porre quelle terzine ch'io ho segnate ne' Pensieri), si lagna che tutto si riposa e calma, fuorché il suo cuore. Anche si potranno intorno al serenarsi del cielo usare le immagini del canto secondo e quarto della mia Cantica. Io vedo, ecc. Gli uccei girarsi basso per la valle: Poco può star che s'alzi una tempesta. Donna, donna, io non ispero che tu mi possa amar mai: povero me! non mi amare, no; non lo merito; infelicissimo, non ho altro, altro che questo povero cuore; non mi ami, non mi curi, non ho speranza nessuna. Oh, s’io potessi morire! oh turbini! ecc. Ecco, comincia a tonare: venite qua, spingetelo, o venti, il temporale su di me. Voglio andare su quella montagna, dove vedo che le querce si movono e agitano assai. Poi, giungendo il nembo, sguazzi fra l’acqua e i lampi e il vento, ecc. e, partendo, lo richiami.

G. Leopardi, Opere - X 13