Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/203

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ii. abbozzi e prime stesure 197

III

IDILLI

(1819)



1

IDILLIO PRIMO

sopra l'infinito


Oh quanto a me gioconda, quanto cara fummi quest'erma (sponda) plaga (spiaggia) e questo roveto, che all'occhio copre l'ultimo orizzonte! Caro luogo sempre a me fosti, benché ermo e solitario, e questo verde lauro, che gran parte copre dell'orizzonte al sguardo mio. Lunge spingendosi l'occhio, gli si apre dinanzi interminato spazio, vasto orizzonte, per cui si perde l'animo mio, e nel silenzio infinito delle cose e nell'amica quiete par che si riposi, se pur spaura. E al rumor d'impetuoso vento e allo stormir delle foglie delle piante a questo tumultuoso fragore l'infinito silenzio paragono.


2

CONCETTO DELL'IDILLIO SECONDO

alla natura.


     Sempre adorata mia solinga sponda,
deh! perché agli occhi miei furi la vista
dell'incantevole e magico effetto
che Natura concede alle creature?
Alle creature si, ma non a tutte...
Ahi! a me madrigna, spietata madre,
dimmi il perché di tal misura e peso.