Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/24

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18 i. puerili

     Dunque... si muora, ed alla tua ruina
quella sì unisca di Catone, e vedasi
45spirar con me la libertà latina. —
     Disse, ed il brando volse al forte petto,
e su d’esso fermò la punta ferrea
con ciglio immoto e con feroce aspetto.
     Quindi nel sen l’immerge; orrido scende
50il ferro micidial; cade ed aggirasi
Caton feroce e sovra il suol si stende.
     Così talor da villereccio stuolo
recisa altèra quercia o annoso platano
de la vasta sua mole ingombra il suolo.
     55Torser lo sguardo inorriditi i numi;
di già spirò l’invitto eroe romuleo;
spirò del Lazio il duce, e chiuse i lumi.


10

LA SIGNORA CONTESSA PAOLINA LEOPARDI

dotta gramatica e letterata.



     Giorno tanto desiato
da me sempre desiato,
     giungi alfin: io già ti vedo;
nella seggiola già siedo.
     5Dunque debbo esaminare
delle donne l’esemplare.
     l’immortai dama erudita
fin da Tullio riverita?
     Non son degno, o precettore,
10di aver tale e tanto onore;
     ma lei vuole; incominciamo
dunque, amica, e ci assidiamo.
     Sta a sentire Cicerone;
sta il Porretti in un cantone,