Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/257

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VERSI MORALI TRADOTTI DAL GRECO (1823-1824) 1 DI ARCHILOCO Cosa non è che al mondo né discreder convegna né disperar; poiché l’olimpio nume di mezzodì la bruna 5 notte nel cielo indusse, e l’aureo lume del chiaro Febo a mezzo l’etra estinse, tal che la gente di pallor si tinse. Di creder mai né di sperare indegna non fia dopo quel di cosa veruna; 10 né per quantunque inusitati eventi maravigliar dovrai, non s’ ai marini flutti, spregiando i noti seggi e i campi, desiose e frequenti corran le agresti belve: 15 proprio loco ai delfini sien l'erte rupi e le sonanti selve.