Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/259

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


V - VERSI MORALI TRADOTTI DAL GRECO 253 ti vanno al core. Insomma, se i filosofi l’han detto e son per dirlo, in ciò non fallano: nascer non si vorria, ma, posto il nascere, s’avria, per lo migliore, a morir subito. 4 DI ANFIDE ATENIESE Tu spandi il fiato invan, se questa favola persuader mi vuoi, che sono o furono amanti, che del putto i modi e l’indole amar senz’altro, e di maniera stolidi 5 che non curàro il corpo. Io son per crederlo, come, s’io veggio, ponghiam caso, un povero che spesso intorno ai ricchi si rimescola, credo ch’ei da costor nulla desideri. 5 DI EUBULO ATENIESE Io son contento che mi venga il canchero pria che biasmar le donne, che son l’ottimo di tutti i beni. Fosse pur malefica Medea quanto si voglia, ma Penelope 5 fu valorosa e casta. Iniqua femmina fu Clitennestra: a Clitennestra oppongasi Alceste umana e pia. Diran che pessima fosse Fedra: ma buona e commendevole ci ebbe una non so qual: memoria aiutami: 10 chi fu? De le pregiate in men d’un attimo ho vóto il sacco, e de le triste avanzami da recitar, s’io voglio, un gran catalogo.