Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/285

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nota 279

VI

FRAMMENTI E ABBOZZI


1. L'Epistola del Petrarca al cardinal Colonna fu cominciata a tradurre per la nota raccolta di Domenico Rossetti (Poesie minori di F. P. sul testo latino ora corretto, volgarizzate da poeti viventi o da poco defunti, Milano, Classici italiani, 1829-34), e poi abbandonata. La pubblicarono il Viani, nell'Appendice all'Epistolario, n. XXIII, e poi il Mestica (Scritti letterari, II, 365).

2-4. Cfr. Scritti vari, pp. 112-115.

5. Nell'agosto 1836, Angelo Beatrice ebbe da Matteo de Agostinis un esemplare del giornale L'italiano, che allora si pubblicava a Parigi, e nel quale il Tommaseo aveva sparlato non poco del Leopardi e di altri scrittori italiani. Il Leopardi, irritato, scrisse l'epigramma qui pubblicato, donandone l'autografo al Beatrice, al quale, per altro, pentitosi, lo richiese poco di poi permettendogli tuttavia di trarne copia. Dalla copia del Beatrice, donata nel 1853 a Domenico Bianchini, ne fu cavata più tardi un'altra dal marchese Gaetano Ferraioli, il quale la comunicò al Cugnoni, che la pubblicò nelle Opere inedite (II, XXV), dalle quali a mia volta l'ho riprodotta io.