Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/30

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24 I. PUERILI

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GIACOMO LEOPARDI AL SUO DILETTO GENITORE dopo due mesi di studi filosofici. Per il sassoso monte a la cui cima altèra ragion siede spirando austerità severa ; là dove, in man recando le sapienti carte, i rigidi filosofi accorser d’ogni parte; 5 su cui sali Platone, su cui Socrate ascese, ed immortale ognuno la gloria sua già rese; quivi, a temprare il barbaro, crudo rigor del fato, le strade filosofiche a noi calcar fu dato. E qui vedemmo ascendere tacito e pensieroso io lo stuol di scienza cupido e di saper bramoso. Ma quanti e quanti in volto, e grave e maestosa scacciò da sé Ragione in aria minacciosa ! Oh quanti di filosofi, quanti desiano il nome e di onorevol laurea cinger vorrian le chiome! 15 ma quanti, ond’esser sembrino d’alto saper profondo, con empie inique massime corromper sanno il mondo! bra l’atre oscure tenebre, per densa nebbia e folta, Ragion pur troppo resta ottenebrata e avvolta. Ma pur coteste carte essa vergò, sgombrando 20 da sé le nere nubi e il volto rischiarando. Qui, genitor, potrei mirar da l’alto soglio la verità fiaccare degli empi il fiero orgoglio. Cosi potesse alfine Filosofia scacciare l’empie seguaci turbe, e i chiari rai vibrare: 25 per cui Ragion nel trono sublime un di si assida, la Religion si avvivi, giubili il mondo e rida. Cadan negletti e vinti gl’iniqui dogmi e stolti; il ciel propizio s’armi ed i miei voti ascolti. Recanati, 30 giugno 1810.