Pagina:Lettera sopra il canto de' pesci.djvu/7

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VII
 


prendeva tanto diletto nel canto de’ pesci, quanto altri in quello de’ cardellini, e de’ canarj. Io, o Signor Conte, ascoltai volentieri queste novità; e tra me maravigliava, perchè non citasse giammai le rane, di cui l’autorità avrebbe avuto nell’animo mio peso sopra ogni altra maggiore. Ma forse non era dicevole al decoro della sua erudizione recare in esempio i vulgari ranocchj, che dalla fossa alzano il muso a gracidare. Io fui ben ardito di suggerirgli le Sirene, che sono pesci, e che cantano mirabilmente: ma mi rispose, che il canto delle Sirene lo lasciava ascoltare dalle orecchie bugiarde de’ Poeti: indi soggiunse, sorridendo da critico difficile e duro, esser esse tali pesci, che non aveva giammai mangiato un pezzo di Sirena lessa, o arrostita, nè il Larry, che racconta essersene pescata una nel contado di Suffolk in Inghilterra, nè il Perival, che narra di un’altra imprigionata nei fanghi della Frisia Occidentale all’anno 1430, nè lo stesso P. Henriquez co’ suoi compagni Gesuiti, e col Sig. Dimas Bosquez medico del Vice-Re di Goa fortunati di aver veduto nel 1560. prese sette sirenette in un tratto solo di rete. In secondo luogo dedusse, che, se i pesci non sono muti, parlano; e che il loro linguaggio si

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