Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/162

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viaggio a cosmopoli 155

dovunque vi è una mano che li curi e il sole che li baci. Ineffabile beltà, invero, che viene dalla natura bella, ma che l’affetto, l’amore, l’adorazione dell’uomo ha resa perfetta: ineffabile beltà, non solo della natura grezza, confusa e disordinata, come altrove, ma resa più composta, più fine, più squisita della educazione dell’uomo; ineffabile beltà che Dio volle e donò largamente, ma che anche gli uomini vollero, in un quadro di libertà, di luce, di bellezza, di fragranza, di grazia. Qui, il malato sembra convalescente, sul suo terrazzo fiorito, e il convalescente sembra guarito nella sua carrozzella spinta a mano, lungo la Promenade des Anglais e l’uomo sano acquista una leggerezza e un vigore nuovo, e un bisogno di espandersi, di vivere all’aria aperta, serenamente e lietamente e l’uomo giovane sente tutto il piacere della vita, poiché la beltà delle cose, intorno, la immortale beltà gliene ispira il senso più alto. Che era, infine, Nizza, se non una città bella, semplicemente, senz’altro? Ma gli uomini, sia pure per speculazione, sia pure per trafficare, sia pure per sfruttare il forestiero, ne hanno