Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/185

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178 lettere d’una viaggiatrice

coli, a raouts, nel suo temperamento schivo del mondo esteriore, nel suo desiderio di pace: ella fa o rende qualche visita, così, a queste donne che sanno tanto bene ammirarla. Spesso ella esce, in grandi passeggiate al sole: ma, per lo più, nessuno la riconosce col suo massimo piacere. Solo, l’altro giorno, noi eravamo con lei in giardino, Francesco Paolo Tosti, sua moglie ed io, a fare le lucertole al sole: la battaglia dei fiori cominciò, ed uscimmo sulla via, sulle sedie del marciapiede, e tutti ci facemmo trasportare da quella battaglia di fiori tanto cortese, tanto gentile, e finimmo per essere alquanto chiassosi, come tutti gli italiani sono. Due o tre carrozze, piene di signore, riconobbero la Duse, e le gittaron tanti fiori da coprirla, da formarle un’aiuola, intorno. In una, una graziosissima giovinetta bionda, sotto un cappellino bianco, prese due mazzolini di violette e li baciò, prima di gettarglieli, e gettandoglieli, le disse: Amata!