Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/234

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viaggio a cosmopoli 227

trettante pagine dell’almanacco di Gotha; tanto che sui peristilii, all’entrata dei giardini, nei portoni, fuori le porte di alcuni appartaménti vi è sempre uno staffiere, un chasseur, un servitore in livrea di quella o quell’altra casa regnante; tanto che le parole più comuni, volanti nch’aria impregnata di sovranità di Cannes, sono Monseigneur e Votre Altesse, sono mon Prince e Votre Majesté; tanto che l’atto più comune in questa folla, coronata variamente, che villeggia a Cannes, è di tirarsi da parte, è di fare ala, per lasciar passare qualche re, dirò così, più importante; tanto che, per non sbagliare, per non commettere qualche errore di lesa maestà, è meglio fare dei grandi saluti a qualunque buon uomo vi guarda, ed è meglio d’interpellare col titolo di principe, qualunque sconosciuto a cui si domanda la propria strada. Al passeggio, alla stazione, nei ritrovi quotidiani, alle matinées di musica e di prosa, ognuno di noi cerca, fissando un volto, di discernere a quale famiglia regnante egli possa mai appartenere, di ricordarsi in quale anno dell’almanacco di Gotha, vide mai un ritratto simile a