Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/235

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228 lettere d’una viaggiatrice

quel viso, e nulla è più degno di riso tranquillo e muto che l’asseveranza di varii snobs, che c’indicano il duca di Leuchtemberg col nome di granduca Michele, il principe di Romania col nome di conte di Caserta, e due ragazzetti di non so quale signora francese, come i figliuoletti della principessa di Mecklembourg Schwerin.

Singoiar giorno per visitare un paese di re e di tisici, di veri e di falsi tisici, di veri re, di ex re, di futuri re! Tutta la costiera nizzarda e massimamente il dolce, il mite, il tiepido paese dei malati di petto, Cannes, era stato sorpreso da tale un vento di tramontana, da mozzare il fiato, da tagliare la faccia. Non ho mai inteso tanto freddo nella mia vita, come in questo primissimo giorno di marzo, venendo dalla tiepida Nizza, nel paese del caldo, nel paese dove i tisici dovrebbero guarire; e nulla era più comico e più tragico, insieme, che lo aspetto delle vie di Cannes, con quelle signo-