Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/316

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nella città del sogno 309

più esecuzioni capitali, non potendo più assistere al declic della ghigliottina, appagavano la loro degenerazione, andando a impallidire o a ridere davanti ai cadaveri degli assassinati dagli apaches, ai cadaveri degli annegati della Senna e non più ora, migliaia di persone, indifferenti o ciniche sfileranno davanti a qualche morto misterioso, avanzo di un infame delitto o di un tragico suicidio. Solo coloro che possono dar chiarimenti alla giustizia, solo gli sventurati che cercano qualcuno, entreranno, ormai, alla Morgue. E l’onta crudele dell’ultima esposizione sarà risparmiata a coloro che perirono, nell’ombra, nella notte, vinti nella estrema loro lotta col destino cruento.