Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/378

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nella bella valle 371

Tre volte, ancora, si passa il fiume sovra un ponte, il muletto volta da sé, senza neppure l’aiuto delle briglie. L’aria si fa sempre più fredda, malgrado l’ora pomeridiana e i larici svettano, a ondate brune. Qua e là ancora, dall’interno, strisce di neve si vedono biancheggiare, nei crepacci delle rocce. Dal Gaby al Ponte di Trento, la via si fa stretta, come il palmo della mano, ripidissima. Bisogna curvarsi in avanti sulla cavalcatura per non cadere. Fa freddissimo. Ogni tanto, attaccata a una roccia, una casettina: e dovunque si può bere dell’acqua, avere una gassosa, o della birra, e ciò in un deserto dove non appare anima viva, dove appena appena il sentiero è tracciato, dove non vi sono echi per la voce umana, poiché pare che mai vi risuoni. Ma ecco, dopo il ponte di Trento, in una minuta casa, tre minutissime banderuole tricolori; tre banderuoreline isolate che segnano il confine della valle di Gressoney e la valle di Gressoney aspetta la Regina..... La valle appare, tutta meravigliosamente verde, in un paesaggio che niuna colorita parola può rendere. Due grandi pareti di montagna