Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/388

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come si vive 381


Credete voi che questa esistenza, lontana da tutte le più lusinghiere e attraenti rafinatezze cittadine, sia solamente grossolana nelle sue marce forzate, nel suo ritorno ai costumi primitivi, nel suo silenzio?... No: essa contiene tutto un segreto fascino; il più semplice amante della montagna vi dirà che non si tratta solo di camminare molto, di mangiare sanamente e di dormire assai. No. Colui che è abituato alle grandi vie popolose della città, non può non sentire la poesia di questi sentieri deserti, ignoti, per cui, insieme alla persona, si slancia anche lo spirito: la poesia di queste acque cadenti, su per i macigni, e dove si riflettono nella limpidezza le nuvole del cielo: la poesia di queste cime brulle e nere, oltre le quali si elevano le cime glaciali, le cime delle nevi eterne; la poesia di questa flora alpina, delizia umile degli occhi e della fantasia.