Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/402

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l’alta parrocchia 395

friva: o fantastico giro, di notte, in una casa ignota, in un paese ignoto, in un ambiente sacerdotale, dove niuno osava parlare ... Fantastica contemplazione di queste stanzette pulite e non senza eleganza, ma che, nella notte e nell’ignoto, assumevano un aspetto di segreto sgomento e di non ispiacevole sgomento, infine, poiché chi non ha invocato un fantasma alpino, in quella notte? L’ombra del vecchio prete, fondatore della casa di ospitalità, l’ombra di qualche donna, morta senza poter narrare la sua pena, l’ombra... un’ombra qualunque... E, a un tratto, mentre ognuno si apprestava alla notte dei molto antichi romanzi, rivissuti mirabilmente in Ayas, poco lontano, un suono grave e dolce ci ha richiamati nel salone. Vi era un harmonium, oltre il tavolino, in questo salone: forse il più alto, il più lontano harmonium... Qualcuno lo aveva scoperto e ne traeva gli accordi mistici più intonati alla gran notte alpina, dove, così presso a noi, scintillavano le stelle. Musica ignota, ma così grave e solenne, come la bianca cima fredda e sinistra nelle ombre notturne, ma così tenera ed emo-